PER COLTIVARE L'ANIMA CI VUOLE NASO: ORTO PARISI PRESENTA SEMINALIS

Alessandro Gualtieri, si chiama così “The nose”, un naso in fuga dicono, io direi, piuttosto, un cervello in fuga.
Eclettico e geniale. Irriverente a tal punto da non poter lasciare nessuno di noi indifferente. Né a lui, né alle sue creazioni.
I suoi profumi li definirei passionali, viscerali, tumultuosi, irrompenti e pregni di personalità.
E così sono. Pregni di lui. Perchè, i profumi di Gualtieri, sono i suoi profumi. Creati per soddisfare se stesso, e non noi. Sono la naturale evoluzione della sua storia, un’appendice della sua personalità. Nati per riempire lacune, per necessità, per mettere ordine al chaos, e per il caso.
Nasomatto è il suo primo progetto. Dieci estratti. Dieci modi di essere. Dieci stati d’animo, dieci condizioni reali, ed altre alle quali aspirare. Dieci segreti da custodire. E in questi estratti vi è il fuoco, l’ardore di Alessandro che brucia ogni volta che la nostra pelle “lo incontra”.
Irriverenti, spesso, sono anche i nomi che da alle sue fragranze. Ma non lasciatevi ingannare. Dietro ad un’impronta così sfacciatAlessandro Gualtieri, si chiama così “The nose”, un naso in fuga dicono, io direi, piuttosto, un cervello in fuga.

Eclettico e geniale. Irriverente a tal punto da non poter lasciare nessuno di noi indifferente. Né a lui, né alle sue creazioni.
I suoi profumi li definirei passionali, viscerali, tumultuosi, irrompenti e pregni di personalità.
E così sono. Pregni di lui. Perchè, i profumi di Gualtieri, sono i suoi profumi. Creati per soddisfare se stesso, e non noi. Sono la naturale evoluzione della sua storia, un’appendice della sua personalità. Nati per riempire lacune, per necessità, per mettere ordine al chaos, e per il caso.
Nasomatto è il suo primo progetto. Dieci estratti. Dieci modi di essere. Dieci stati d’animo, dieci condizioni reali, ed altre alle quali aspirare. Dieci segreti da custodire. E in questi estratti vi è il fuoco, l’ardore di Alessandro che brucia ogni volta che la nostra pelle “lo incontra”.
Irriverenti, spesso, sono anche i nomi che da alle sue fragranze. Ma non lasciatevi ingannare. Dietro ad un’impronta così sfacciata ed anticonformista, si nascondono eccellenza, classe e tradizione. Quelle di Gualtieri sono emozioni sofisticate.
Orto Parisi nasce nel 2014. E’ il suo secondo progetto. E’ una storia da raccontare. Quella del nonno Vincenzo, che, il naso, non è riuscito a mettere su carta nonostante ci abbia provato. Forse le parole non bastano, forse, questa figura iconica del suo passato, meritava un’ emozione più viva e vibrante di quella dell’inchiostro. Nonno Vincenzo ed il suo orto, Alessandro lo racconta con il profumo.
Lui vive, e vivrà, diffondendo il profumo della vita.

“Per questo nuovo progetto volevo fare una dedica a colui che parzialmente mi ha ispirato.
Prima avevo pensato a una sua biografia ,ma scrivendola mi veniva di un noioso che poi, se ci penso, io le biografie non le leggo mai.
L’idea è partita dal fatto che lui, mio nonno Vincenzo, i secchi li utilizzava per i suoi ambedue bisogni che finivano puntualmente a concimare l’orto.
Nel suo orto aleggiava un che d’infinito. 
Allora
A mio nonno Vincenzo Parisi e alle persone che colgono il tempo nella vicenda del vivere a diffondere il profumo della vita”.

a ed anticonformista, si nascondono eccellenza, classe e tradizione. Quelle di Gualtieri sono emozioni sofisticate.
Orto Parisi nasce nel 2014. E’ il suo secondo progetto. E’ una storia da raccontare. Quella del nonno Vincenzo, che, il naso, non è riuscito a mettere su carta nonostante ci abbia provato. Forse le parole non bastano, forse, questa figura iconica del suo passato, meritava un’ emozione più viva e vibrante di quella dell’inchiostro. Nonno Vincenzo ed il suo orto, Alessandro lo racconta con il profumo.
Lui vive, e vivrà, diffondendo il profumo della vita.

“Per questo nuovo progetto volevo fare una dedica a colui che parzialmente mi ha ispirato.
Prima avevo pensato a una sua biografia ,ma scrivendola mi veniva di un noioso che poi, se ci penso, io le biografie non le leggo mai.
L’idea è partita dal fatto che lui, mio nonno Vincenzo, i secchi li utilizzava per i suoi ambedue bisogni che finivano puntualmente a concimare l’orto.
Nel suo orto aleggiava un che d’infinito. 
Allora
A mio nonno Vincenzo Parisi e alle persone che colgono il tempo nella vicenda del vivere a diffondere il profumo della vita”.

Gualtieri non scende a compromessi con l’ortodossia perbenista. Anzi, va a nozze con la spregiudicatezza, senza mai però abdicare all’intelletto ed alla forma più raffinata di pensiero.

“Le parti del corpo dove vi è più odore sono quelle dove si raccoglie di più l’anima.
Gli odori troppo forti ci sono diventati sgradevoli perché l’eccesso d’anima è intollerabile nella misura che la nostra “animalità” è repressa e soffocata dalla nostra società.
Questo progetto è il mio orto che ho piantato, concimato , coltivato e raccolto.
In Orto Parisi il corpo è vissuto come un giardino i cui odori sono il vero specchio della sua anima “.

E se il corpo è un giardino, questo va concimato. Concimato con il turbamento, con il pathos, con il moto della vita stessa.
Ma prima di ogni cosa, prima del concime, va posto il seme.

Nasce così Seminalis. Il profumo che elogia il ciclo della vita. Il profumo che racchiude in se l’essenza della forma di amore più elevata e più pura. Un profumo che sa catalizzare l’attenzione. Che chiama a se. Che chiede. Che brama.
Un seme che si libera leggero nell’aria e si lascia trasportare dal vento, senza esitare, anche al minimo soffio.
E’ così che l’amore va. A naso.
Leggero, si libra nell’aria, e segue il richiamo.
Insegue la scia e ricerca l’adrenalina, finché, stremato dal suo peregrinare e dall’impeto, trova pace.
Seminalis è un viaggio intenso che si conclude in un posto sicuro, in una comfort zone. E’ un pungente istinto animale che, una volta soddisfatto, si sopisce, lasciando posto ad un liberatorio sospiro di sollievo ed ad una sensazione di calma disarmante.

Alessandro Gualtieri non si ferma qui.
Ha ancora molto da fare. Lui non smette di fremere. Lui ha ancora sete, ha ancora fame, ha ancora molte cose da scoprire.
E noi lo attendiamo. Come si attende la gioia. Come si attende un bacio. Come si attende una risposta.
Attendiamo “BARAONDA”, a breve in uscita.
Attendiamo l’ordine nel “caos” o forse solo un po’ di “caos” in una vita troppo piatta ed ordinata.