E COSI' ARRIVA BARAONDA

Non sappiamo cosa aspettarci. E’ questo il bello.

Per il pre-lancio si veste di rosso da Liberty of London. Un piccolo esercito di boccette, che come tappo portano con fierezza la testa in miniatura di Alessandro Gualtieri, procede in fila indiana, dritta attraverso spazio e tempo, verso il tanto atteso lancio ufficiale.

Il viaggio di BARAONDA è un viaggio singolare. Trova la sua origine tra le pagine di un libro, da cui Alessandro si è fatto stregare. 150 pagine affilate come un bisturi che alternano la sublime maestria dell’arte dello scrivere, alla follia nella storia e nello stile. Selvaggio nel testo, ma allo stesso tempo architetto del più meraviglioso castello di parole Venedikt Erofeev scrive il suo capolavoro Mosca-Petuski nel 1970, un poema etilico, corroborato dall’alcool, annebbiato dall’ubriachezza, senza freni né limiti. Moska-Petuski parla di un uomo che, nella nebbia della sua dolorosa condizione di vita, nella lugubreMadre Russia, in una città ostile come Mosca, trova unico riparo in un sorso, qualsiasi, di alcool per cui è disposto a pagare qualsiasi prezzo e a trovare qualsiasi merce di scambio, sia anche questa il suo ultimo respiro. E così il protagonista, Venicka si perde lungo la linea ferroviaria Mosca-Petuski in cui tutto si vive, tutto succede, tutto si sfoca e tutto è reale. La vita si scioglie in una bottiglia di vodka, in un viaggio che vuol essere una fuga ,ma che non è nient’altro che un allucinazione che si sovrappone alla realtà.

Il sagace delirio irriverente di Erofeev, “ubriaco dalla A alla Z”, raggiunge una pungente comicità quando elenca tutti gli alcolici che, letteralmente ,ingurgita, a caso, senza selezione e senza criterio, per poi, farsi artista nella creazione di cocktail improbabili e dai nomi esilaranti, in cui acqua di colonia, soluzioni antiforfora e vernice depurata svettano nella classifica degli ingredienti.Così come con Erofeev, Gualtieri ci porta in uragano di sensi, non più da cui scappare, ma da cui farsi travolgere. Baraonda ci porta in limbo sensoriale in cui parte di noi viene avvolta dalla sensazione gustativa di un composto alcolico e l’altra resta vigile alle note di whisky…caldo, aromatico, corposo, con note fruttate e il retrogusto barrique.

PERFUMESgiulia caccia