DI LIBRI, BORSE E SCIE PROFUMATE

Parole che profumano di Rose Elixir, Habanita e Tobacco Vanille

“Una molletta per capelli, una boccetta di profumo Habanita, qualche vecchia fotografia, una bottiglia di Evian da mezzo litro, un fermaglio con un fiore di stoffa azzurro, una penna a sfera Montblanc nera, un paio di dadi rossi, tre sassolini sicuramente raccolti in luoghi significativi, un romanzo di Patrick Modiano con dedica, un portachiavi dorato con incisi alcuni geroglifici, un accendino, una ricetta delle animelle di vitello strappata da una rivista femminile, un burrocacao, una bustina di Efferalgan, un taccuino rosso con annotata una lunga lista di "Ho paura..." e una di "Mi piace..." Ecco cosa può esserci nella borsa di una donna, ed ecco cosa c'è in quella color malva che, un mattino, il libraio Laurent trova abbandonata su un marciapiede nelle strade di Parigi. “

Antoine Laurain, La donna dal taccuino rosso

Sono sempre stata convinta che libri e profumi ( e perfino gli amori) , si facciano trovare solo nel momento in cui siamo davvero pronti per apprezzarli.

In verità, ho distillato questa valida scusa per giustificare tutti i profumi scoperti con dieci o vent’anni di ritardo, i best-sellers letti quando ormai tutti gli altri ne avevano dimenticato la trama e i volumi che ancora aspettano sul mio ripiano dei libri da leggere.
La Donna dal Taccuino Rosso l ho scoperto per caso. Credo un paio di anni fa. Galeotta fu la sua copertina. L'ho stretto tra le mani e, quando poi, nel risvolto, ho letto l’elenco che trovate qui sopra, mi sono decisa ad acquistarne una copia e, cosa assai rara, cominciarne la lettura quel pomeriggio stesso. Non vi dirò di più sul libro, credo che la citazione possa già svelare molto sulla sua struttura, che ho apprezzato moltissimo: talmente tanto che, nella settimana successiva, sono andata ad annusare Habanita e ho letto un libro di Modiano.


Se uno sconosciuto si ritrovasse in mano la mia borsa, cosa potrebbe scoprire di me ? Ogni tanto, quando faccio il cambio e sistemo gli oggetti sul letto, me lo chiedo. A voi è mai capitato di pensarci?
Ci sono degli oggetti essenziali per voi? E cosa potrebbe capire studiandoli questo presunto sconosciuto?

Nella mia borsa, ad esempio, non mancano mai: l’agenda (non uso quelle elettroniche e non ho una buona memoria; inoltre, spesso, ci appunto riflessioni, bozze di articoli, ricette, cose da verificare e curiosità da approfondire. MAI i numeri di telefono. MAI dettagli troppo personali. Quindi, caro sconosciuto, dovrai affidarti ad altro), il profumo che ho scelto di indossare quel giorno, una cipria, un gloss e un rossetto rosso con la tonalità adatta alla stagione (non si sa mai: potrebbe presentarsi l’occasione di un aperitivo con le amiche, si potrebbe decidere di improvvisare un appuntamento romantico, potrei semplicemente avere voglia di tirarmi su il morale). Ogni tanto ci si trovano dei biglietti della metropolitana di Milano o di Londra, del cinema o da visita di posti che mi sono particolarmente piaciuti.
Di tutti questi oggetti, però, credo che quello in grado di rivelare qualcosa in più sulla persona sia il profumo: pensateci bene. Il profumo serve a trasmettere una miriade di informazioni a livello non verbale. Può svelare i nostri gusti, il nostro stato d’animo oppure il messaggio che vogliamo mandare quel giorno: è meglio lasciarci stare? Vorremmo forse un abbraccio? Ci manca qualcuno? Oppure... siamo pronte a conquistare la città?!?
Oggi, ad esempio, mi porto in borsa Rose Elixir di Montale: cosa potrebbe ricavarne mai uno sconosciuto? Innanzitutto, che mi piacciono i profumi  e che ho un debole per le belle confezioni ; potrebbe poi attribuirmi (in questo caso sbagliando) un certo senso pratico, perché il flacone metallico pesa poco.

Se poi decidesse di spruzzarne un pochino per farsi un’idea più precisa, potrebbe pensare che io ami moltissimo le fragranze persistenti e chiedersi, infine, perché mai mi porti dietro il flacone di un profumo che non necessita di ritocchi durante la giornata (...ma è ovvio! Per gli stessi motivi del rossetto rosso: non si sa mai...). Valutando meglio - e qui mi immagino lo sconosciuto, contrastato tra il godimento olfattivo, e la necessità di non perdere la sua fama di maschio alfa, annusarsi il polso con un certo imbarazzo per poi  porgerlo alle colleghe dell’ufficio in cerca di pareri. Si, qualcuna di loro si segnerà il nome su un foglietto per regalarselo, o farà una foto al flacone per tenerlo a mente, e la pignola correrà a controllarne le note olfattive on-line - beh dicevo, lo sconosciuto potrebbe infine decidere che oggi, nonostante il freddo, volessi sentirmi addosso una primavera avvolgente, morbida, un pochino infantile e che, quindi, mi sentissi allegra a dispetto di un marzo pazzerello come pochi.
Caro sconosciuto, sei nel giusto. Però adesso rimetti il flacone nella sua bustina e procuratene uno tutto tuo!

Una nota a margine su Habanita: come vi avevo detto, mi aveva molto incuriosito questo profumo, che non conoscevo. Habanita nasce, in origine, come prodotto farmaceutico: si trattava di una miscela di oli essenziali per profumare le sigarette delle signore e mitigare l’odore acre del fumo. Che chic, vero? Quello che Molinard non aveva preventivato è che questa miscela piacque così tanto alle sue clienti che cominciarono ad applicarla anche sulla pelle: si tratta infatti di un’insieme di note speziatissime e piuttosto fumose che ben si sposava con il gusto per l’esotico, il viaggio, il mistero tipico di quel periodo. Quindi, dal 1924, decise di commercializzarne un estratto come prodotto di profumeria, il cui successo continua ancora oggi.
Come fa intendere il romanzo, infatti, Habanita è tutt’ora in commercio. 

Tuttavia, se mi doveste chiedere secondo me qual è l’Habanita dei nostri anni (ovvero un viaggio nel mistero, nell’esotico, nell’avventura tutto a portata di una vaporizzazione) vi risponderei senza alcun dubbio: Tobacco Vanille di Tom Ford.

Annusare per credere.

Giulia Negrello per Arte Profumo