Mettere un profumo per restare a casa? E perché no? 

Memo, St Barth e la #socialintroversion

 

“Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione, senza i quali non posso vivere.” Guillaume Apollinaire

Lo sapevate che esistono ben quattro tipi di persone introverse? A quanto pare, la tipologia più diffusa sono gli “introversi sociali” (lo so, detta così sembra un ossimoro): si tratta di persone che preferiscono trascorrere il tempo in solitudine o al massimo in piccoli gruppi e che necessitano di un momento più o meno lungo di decompressione dopo aver socializzato intensamente. Eccone qui una: probabilmente perché sono figlia unica - e perciò ho dovuto imparare a riempirmi i pomeriggi da sola fin da subito - o perché sono andata a vivere per conto mio piuttosto presto, sento spesso la necessità di ritagliarmi dei momenti di solitudine, possibilmente a casa.
Mi rilasso, accendo delle candele - rigorosamente profumate, le mie preferite: Diptyque e Cire Trudon - mi dedico alla lettura, applico una maschera viso, ascolto della musica o guardo una delle mie serie televisive preferite. Naturalmente, scelgo un profumo dedicato a queste occasioni.
Mettere un profumo per restare in casa? 

E perché no? 

Dopo tutto, Inés de la Fressange nel suo La Parigina ci raccomanda un trucco leggero anche la domenica per sentirsi in ordine, precetto che personalmente non seguo, specialmente da quando ho letto che invece Audrey Hepburn - un’altra celebre introversa sociale - preferiva godersi il tempo introspettivo struccata. E cosa può farci sentire più in ordine del profumare di buono? Ricordatevi che il tempo che trascorrete con voi stessi non è meno importante di quello che impiegate per socializzare, anzi: dovreste trattarvi con ogni riguardo!
Ora, non so se voi avete già questa abitudine, la trovate bizzarra o magari avete voglia di adottarla proprio da oggi, però secondo me stare in casa richiede fragranze diverse da quelle adibite alla socialità: diciamo che ci vogliono note più meditative, più intime, più discrete. Delle fragranze, insomma, che non sceglieremmo istintivamente per uscire con gli amici, con un uomo o per recarci in un locale affollato ma che prediligeremmo per situazioni più raccolte, come andare al cinema (non so voi, io amo andarci da sola, nel pomeriggio) o a cena a casa di amici. Ci tengo a precisare che l’olfatto è uno dei sensi più evocativi e soggettivi in assoluto: non è detto che quelle che per me sono note “intime” lo siano anche per voi. Ed è questo il bello dell’arte profumiera: potete sbizzarrirvi a scoprire quali sono le fragranze che associate al raccoglimento, alla condivisione con pochi intimi, alle serate importanti, agli appuntamenti romantici e così via.
Ad esempio, dallo scorso autunno ho scelto come profumo dedicato a queste occasioni Siwa di Memo. Memo è una marca di nicchia francese che offre una gamma piuttosto vasta di fragranze, in grado di soddisfare quasi tutti i gusti. Si tratta di una fragranza avvolgente quanto basta per ricordare un comodo maglione di lana, cioè il capo che prediligo per rilassarmi in casa, ma con una proiezione non troppo esagerata, diciamo più di uno skinscent ma meno di un eau de parfum. La persistenza su pelle e abiti, invece, è notevole: capita che lo indossi la sera dopo il bagno e me lo senta ancora sul collo la mattina la risveglio. La sensazione è di essere avvolti in una nuvoletta cremosa e morbida, che ricorda il latte con il cognac (il rassicurante “rimedio della nonna” contro raffreddore, cuore spezzato e ansia da prestazione universitaria) e le sale del cinema, grazie alla nota di pop corn (ve l’ho detto che lo uso anche per i miei pomeriggi di cineforum introverso). Inoltre, ultimo ma non ultimo, contiene un piccolo, delicato, accenno di primavera: il narciso.
Sarà suggestione, sarà che lo associo a momenti che regalo a me stessa, ma Siwa mi mette sempre una grande allegria e mi aiuta a ricordarmi quel senso di attesa che si accompagna da sempre all’arrivo della primavera.

Quando invece la bella stagione si è affermata in tutta la sua gloria, ai lunghi bagni caldi si sono sostituite le docce rinfrescanti e alla lana le magliette di cotone, scelgo Fleur de Canne à sucre di St Barth. Molti di voi conosceranno già questa azienda di nicchia per gli ottimi prodotti solari e quelli dedicati alla cura del corpo - tra i miei preferiti: il balsamo per capelli al gelsomino, la crema corpo alla vaniglia e l’olio di cocco - ma St Barth in realtà propone anche una ricca gamma di fragranze. Quella che ho scelto per la nuova stagione, in particolare, contiene note di ananas, caramello e zucchero: non fatevi sviare dalle note, non si tratta dell’ennesimo profumo diabetico! L’effetto di questa combinazione di note, sulla pelle, è quello di un’estrema sensazione di pulito, come una maglietta di cotone fresca di bucato indossata al ritorno dalla spiaggia: ho reso l’idea? Di fatto, finora, questa sensazione l’avevo provata solo Sicily di Dolce&Gabbana, che ho usato a litri e ancora piango (e lo so, lo so, ho fatto una testa così a tutti, ma proprio a tutti, con questo profumo e  vi dirò di più: se Dolce o Gabbana mi leggessero, ne approfitterei per perorare la mia causa anche con loro). 

Mi piace moltissimo vaporizzare questo jus esotico, indossare qualcosa di comodo e sedermi in terrazza con un libro o un aperitivo, osservare la città sotto di me e godermi il tramonto. Sono momenti impagabili, visto che la vita frenetica imposta dalla società moderna lascia così poco spazio di decompressione e proprio per questo vanno celebrati con un gesto speciale, una coccola in più, una piccola abitudine da coltivare.

Andate ad annusarli: mi ringrazierete!

 

Giulia Negrello per Arte Profumo